Dic 01



George Bataille avrebbe letto volentieri questo libro e lo avrebbe apprezzato, anche, poichè avrebbe considerato il suo autore/redattore manifestamente costretto alla sua creazione. Di creazione editoriale si tratta, infatti, opera stravagante e intrigante di un poligrafo libertario e libertino indefesso che una ne fa e tante ne pensa, conscio che non vivrà abbastanza per farle tutte.
Il suo nom-de-plume è Ròiss e con questo “MagniFicaMente” si conferma poeta e scrittore d’arte erudito stravolgente, ancora una volta esposto al giudizio di chiunque col capo scoperto e il viso rasato, disdegnando l’arredo pilifero facciale.
La “vulva”, argomento e icona reiterata di questo libro, è una “vulva” artistica, costituita da immagini e parole di autori che hanno dato fondo alla propria immaginazione e vedere in essa ciò che hanno voluto vedere e non ciò che realmente si vede: Le culture orientali hanno insegnato, a cominciare dall’antichità, che per godere totalmente una “vulva”, l’uomo deve pensarla e poi guardarla e vederla così come l’ha pensata. Lo hanno insegnato anche al Ròiss che sa come pensarla e poi guardarla e vederla così come l’ha pensata, dando inizio all’approccio che la farà godere, facendolo godere.
Altro lo ha insegnato Sant’Agostino che con la “vulva” ha avuto rapporti ravvicinati e intensi, contribuendo anche alla nascita di un figlio (Deodato), prima di sublimarla in pensiero religioso e santità. Non più “…legato e tormentato dall’abitudine di saziare la sua insaziabile concupiscenza” (Libro Sesto / XII).
Nelle sue “Confessioni” non la nomina, ma alla “vulva” si riferisce Sant’Agostino scrivendo nei libri Secondo e Terzo: “…su dalla fangosa concupiscenza della carne e dei gorghi della pubertà vaporavano nebbie che obnubilavano e offuscavano il mio cuore sì che non si distingueva la serenità dell’effetto dalla tenebrosità della libidine…ribollivo correndo dietro all’impeto dei miei istinti…e mi ebbe schiavo obbediente la follia della lussuria, lecita secondo l’umana vergogna, illecita secondo le leggi divine…le carezze dei voluttuosi vogliono amore…Giunsi a tanto di godere di quello che era proibito non per altro se non perché era proibito…La dolcezza di amare e di essere amato era per me molto maggiore se andava unita al possesso del corpo dell’amante. Inquinavo così la vena dell’amicizia con le lordure della concupiscenza, ne offuscavo il candore con l’alito diabolico della libidine e, ciò non ostante, sozzo e disonesto qual’ero, nella mia immensa vanità volevo apparire fine e di belle maniere… In teatro fremevo di gioia con gli amanti quando se la godevano disonestamente, quantunque non fossero che finzioni di uno spettacolo scenico…Ebbi persino l’audacia di lasciarmi prendere da disonesti desideri tra le pareti di una chiesa”.
Altro insegnamento può essere ricavato da questo libro che non ha precedenti e può avere soltanto scrittori/redattori emuli susseguenti. (Prefazione di JACQUES GUBLER)

libri roiss

MagniFicaMente a Fano nel 2000 MagniFicaMente a Venezia nel 2000 001 MagniFicaMente a Venezia nel 2000

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