George Bataille avrebbe letto volentieri questo libro e lo avrebbe apprezzato, anche, poichè avrebbe considerato il suo autore/redattore manifestamente costretto alla sua creazione. Di creazione editoriale si tratta, infatti, opera stravagante e intrigante di un poligrafo libertario e libertino indefesso che una ne fa e tante ne pensa, conscio che non vivrà abbastanza per farle tutte.
Il suo nom-de-plume è Ròiss e con questo “MagniFicaMente” si conferma poeta e scrittore d’arte erudito stravolgente, ancora una volta esposto al giudizio di chiunque col capo scoperto e il viso rasato, disdegnando l’arredo pilifero facciale.
La “vulva”, argomento e icona reiterata di questo libro, è una “vulva” artistica, costituita da immagini e parole di autori che hanno dato fondo alla propria immaginazione e vedere in essa ciò che hanno voluto vedere e non ciò che realmente si vede: Le culture orientali hanno insegnato, a cominciare dall’antichità, che per godere totalmente una “vulva”, l’uomo deve pensarla e poi guardarla e vederla così come l’ha pensata. Lo hanno insegnato anche al Ròiss che sa come pensarla e poi guardarla e vederla così come l’ha pensata, dando inizio all’approccio che la farà godere, facendolo godere.
Altro lo ha insegnato Sant’Agostino che con la “vulva” ha avuto rapporti ravvicinati e intensi, contribuendo anche alla nascita di un figlio (Deodato), prima di sublimarla in pensiero religioso e santità. Non più “…legato e tormentato dall’abitudine di saziare la sua insaziabile concupiscenza” (Libro Sesto / XII).
Nelle sue “Confessioni” non la nomina, ma alla “vulva” si riferisce Sant’Agostino scrivendo nei libri Secondo e Terzo: “…su dalla fangosa concupiscenza della carne e dei gorghi della pubertà vaporavano nebbie che obnubilavano e offuscavano il mio cuore sì che non si distingueva la serenità dell’effetto dalla tenebrosità della libidine…ribollivo correndo dietro all’impeto dei miei istinti…e mi ebbe schiavo obbediente la follia della lussuria, lecita secondo l’umana vergogna, illecita secondo le leggi divine…le carezze dei voluttuosi vogliono amore…Giunsi a tanto di godere di quello che era proibito non per altro se non perché era proibito…La dolcezza di amare e di essere amato era per me molto maggiore se andava unita al possesso del corpo dell’amante. Inquinavo così la vena dell’amicizia con le lordure della concupiscenza, ne offuscavo il candore con l’alito diabolico della libidine e, ciò non ostante, sozzo e disonesto qual’ero, nella mia immensa vanità volevo apparire fine e di belle maniere… In teatro fremevo di gioia con gli amanti quando se la godevano disonestamente, quantunque non fossero che finzioni di uno spettacolo scenico…Ebbi persino l’audacia di lasciarmi prendere da disonesti desideri tra le pareti di una chiesa”.
Altro insegnamento può essere ricavato da questo libro che non ha precedenti e può avere soltanto scrittori/redattori emuli susseguenti. (Prefazione di JACQUES GUBLER)
MagniFicaMente
- Il giorno non ha voce di Dario Zanasi (Edizioni Svolta, 1967)
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- Relativo artificiale di Lino Cavallai (Edizioni Svolta, 1970)
- Marcello Antonelli monografia (Edizioni Svolta, 1972)
- Renzo Modesti – Bosich (opere multiple, grafiche e sculture dal 1966 al
1980), Edizioni Svolta Bologna 1980
- Operazione Giovanna di Vito Pellegrino (Il Parametro Ed.1984)![]()
- Fiori di Banco di Margherita Cappello Sarti (Edizioni Svolta, 1986) ![]()
- Ruth di Rebecca Rossi (Edizioni Svolta, 1988)![]()
- Le poesie della nonna di Maria Angela Tomesani Galvani ( Edizioni Svolta, 1988)![]()
- Scritture d’artista di Aimone Modonesi (Edizioni Svolta, 1991)
- Espana Pictorica – Cat.Ed. Images Art & Life Modena 1996
- C’era una volta l’Urss - Cat. Il Parametro Ed. 1998
- Alla ricerca del target perduto di Sergio Pozzi (Wells Ed. 1997)
- De fellationis historia di Antonio Fabi (I Antichi Editori Venezia, 2007)
E’ un “libro unico”. Contiene una mia dotta introdu-prefa-presentazione, scritta con cognizione di causa perché produca nei lettori d’ambo i sessi effetti goduriosi e salutari. Diciassette illustrazioni artistiche (molte d’autori noti!) esemplarmente esplicative e selezionate ad hoc per la cosiddetta bisogna, lo blasonano. L’autore è Antonio Fabi nato nel 1951 a Urbino, dove esercita con profitto la professione dell’avvocato… intrattenendo rapporti intimi con la scrittura poetica aulica e sapida.
* Diaryoticus (romanzo erotico)
* Oh Tania! (romanzo erotico)
* Fuori Programma (testi per teatro da camera)
* Cronache stravaganti (ritagli-stampa per una nuova “Candela Verde” patafisica)
* Sarò pirata di versi (silloge poetica)
* Diverso in versi (testi poetici)
* Lampisterie (lampi di pensiero fertile)
* Renato Lelli l’inteatrato (bio-bibliografia di un uomo di teatro, nato e vissuto a Bologna)
* Vis d’arte (tomo secondo)
* Scritti addosso
(tutte scritte fino al 31 dicembre 1957)
* L’albero (commedia in tre atti encomiata al Premio Riccione 1957)
* Naufraghi in sacrestia (romanzo breve)
* Un onorevole a Fursano (racconto lungo e versione teatrale in tre atti)
* Cicche (racconto lungo)
* Urla e nudità (poesie)
* Sei atti unici con un monologo
- Le proporzioni poetiche, a cura di Domenico Cara (Laboratorio delle Arti,1976 Milano)
- …a cominciare dalla zeta - speciale monografico della rivista Zeta – a cura di Lamberto Pienotti (Campanotto Ed. 1986 Udine)
- Uno specchio cura & traduzione in lingua greca di Nikos Bletas Ducaris (tempi Nuovi, 1987 Atene)
- Poemi doping (1964,1974,1975), con testimonianze di Ercole Bellucci, Gualtiero De Santi, Joice Lussu, Jacques Gubler, Federico Splendiani e una epistola sui poeti di Gianni Celati

- Carlo Leoni (1968)

- Dal Paese dei Don (1969)

- Romanzescherie (1969), con saggi introduttivi di Roberto Roversi e Pietro Bonfiglioli
- Guida pratica per chi va in galera (1969,1971), con una presentazione di Luca Goldoni

- Moglie Coscienza (1974), con testimonianze di Ruggero Jacobbi, Aldo Capitini e L.P.Spinosa

- Il delitto Murri (1974)

- L’innocenza di Tullio Murri (1975)

- Il bianco, la merda, Manzoni (1979)

- Ròiss Graffiti (1982), con testimonianze di Roberto Roversi e Peter Van Der Glossen
- Cartapesta & Cartapestai (1983)

- Partigiani in azione (1983), con una presentazione di Max Salvadori

- Gli Ubunidi (1989), con testimonianze di Peter Van Der Glossen, Sarenco, Valerio Dehò e Matteo D’Ambrosio
- Dossier Pozzati (1990) –

- Dossier Piero Manzoni (1991), con una prefazione di Peter Van Der Glossen

- Vis d’arte (1992), con una presentazione di Vincenzo Accame

- La Madonna col pane in mano, con una presentazione di Franco Piro (1993)

- Solitario nel rifiuto (1993), con testimonianze di Roberto Roversi, Elio Filippo Accrocca, Eugenio Miccini

- L’arte lettone contemporanea (1996)

- Pendant la fete tu sera la belle (1996)

- Francis Bacon, disegnatore in Italia (1998)

- MagniFicaMente (2000)

- Carmina Vulvae (2001)

- La parola dell’arte, con l’arte della parola (2004), con 45 riproduzioni a colori d’opere d’arte di Sergio Pozzi
- Cartapesteide (2006)
- Vulvaepistolarium (2007)
- Conny cara non è un carnevale (2007)
- Mondo lettone made in Italy (2007)
- Italia picta in Latvia di Ilze Jaunberga (Iles Célèbes Geneve, 2007)
Biografia
Enzo Rossi-Ròiss è nato nel 1937. Proviene dal giornalismo culturale che lo ha annoverato attivo a cominciare dal 1959, anno in cui ha soste
nuto l’ultimo esame del Corso di Giornalismo presso l’Università di Urbino. Ha fondato e diretto le Edizioni Svolta e i periodici “Nucleo Arte”, “Svolta”, “Merdre” e “Art ut Art”. Poligrafo di razza a pamphlettaire d’istinto, ha già scritto e pubblicato numerosi libri. Risulta “bibbliotecato” anche come autore di versi e di testi teatrali. Nel 1957 (diciannovenne) ha partecipato al Premio Riccione, meritando l’encomio per una commedia in due atti intitolata “L’albero”. Nel 1962, accreditato da Ruggero Jacobbi, direttore della Scuola del Piccolo Teatro, ha cominciato a pubblicare a Milano alcuni atti unici (fino al 1964) che avrebbero successivamente costituito il libro fuori commercio intitolato “Moglie coscienza”, edito nel 1974. Nel 200 e nel 2001 hanno fatto notizia due suoi libri “pour les amateurs”, presentati e promossi in Artefiera, intitolati “MagniFicaMente” e “Carmina Vulvae”. In un libro intitolato “Vis d’arte”, ha ordinato in antologia un campionario dei suoi esercizi di scrittura applicata, compiuti scrivendo dell’arte, degli artisti e dell’artisticità, in versi e in prosa, durante gli anni in cui ha organizzato e promosso mostre d’arte contemporanea. Altri titoli accattivanti (per chi s’interessa d’arte e di artisti) sono: “Cartapesta & Cartapestai” (la storia, i protagonisti italiani), “Dossier Piero Manzoni” (tutto il necessario per sapere della merda d’artista e del suo autore), “Dossier Pozzati” (tutte le verità scomode su Severo, Mario e Concetto). In giornali e riviste ha pubblicato quanto basta per erudirsi su: Giovan Battista Braccelli ( secoli XVI-XVII), Oscar Dominguez (1902-1957), Francis Bacon (1909-1992) disegnatore in Italia, Ernesto Treccani (una singolare scheda disagiografica), Vetri d’artista, L’arte lettone contemporanea, Le fiere dell’arte, Il mercato dell’arte, Artiste & Artiste, L’Eros degli Artisti. E’ stato Commissario della Repubblica di Lettonia alla XLVII Biennale d’Arte Internazionale di Venezia nel 1997. Ha curato l’esposizione “Priapeide” per il Carnevale di Venezia 2006, organizzata dalla Campagnia De Calza “I Antichi”. Replicandosi nella città dei Dogi con “Vulveide in laguna” in concomitanza col Carnevale 2007., e con “D’aprés senifora gidugliata” in concomitanza col suo 70° compleanno nel settembre 2007, accreditato da Luca Colo de Fero Colferai che della Compagnia De Calza è il Procurator Grando. Ha fondato l’Associazione Culturale Italo-Baltica, della quale è Segretario Generale. Ha concepito e realizzato opere assimilabili alla operatività dei poeti visivi, che ha esposto in gallerie d’arte private e spazi aulici pubblici, con lusingheri riscontri critici e tempestive recensioni giornalistiche.
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2007 LXX PRIMI E GIDUGLIATI PER ENZO ROSSI-ROISS di Luca Colo de Fero Colferai (Il Ridotto, settembre 2007 Venezia) Arriva in splendida forma a settant’anni l’artista patafisico erotico, poliedrico e infaticabile, Enzo Rossi-Ròiss. I Antichi lo festeggiano aprendo in anteprima il loro circolo alla sua nuova mostra plastica “D’aprés Senifora Gidugliata” (dal 7 al 21 settembre) organizzando una cena in campo per il giorno del suo compleanno, venerdì 14 *** Dopo ”Vulveide in laguna”, con i suoi maxidadi iconovulvati rossi e neri durante il Carnevale 2007, e la mostra internazionale “Priapeide”, inevitabilmente erotica, Enzo Rossi-Ròiss affonda nel suo polittico immaginario con un’operazione plastica e dichiaratamente patafisica. intitolala “D’aprés senifora gidugliata”. Busti di donna (e che donna e che busto!) multicolori e gidugliati, ovvero marchiati nel bonilogo (luogo eccelso e primario) con una spirale ovviamente verde in onore di Padre Ubu e del suo creatore Alfred Jarry., esposti in Campo San Maurizio. *** “D’aprés senifora gidugliata” è il titolo di una installazione artistica che lo scrittore e poeta Enzo Rossi-Ròiss ha realizzato per la Compagnia De Calza “I Antichi”. E’ sottotitolata “United colored breasts of Ròiss”, perché è costituita da un insieme multicolore di calchi che raffigurano seni muliebri in grandezza naturale “ideale”.La “giduglia” (gidouille!”) che contrassegna ogni calco è il logo (simbolo) della Patafisica: scienza delle soluzioni immaginarie che tutto ingloba e contiene all’infinito.Nel 1987, anno cinquantenario della propria nascita, il Rossi-Ròiss fondò e diresse ”Merdre” (antologia periodica semestrale del sapere patafisico, n.5 volumi per 892 pagine complessive).Con l’installazione “D’aprés senifora gidugliata” intende celebrare il suo 70° compleanno – venerdi 14 settembre 2007, dalle ore 17 in poi – nella sede rinnovata della Compagnia De Calza “I Antichi” a Venezia (Campo San Maurizio 2674 – San Marco 30124).Presentatore Luca Colo de Fero Colferai, autore del testo che segue pubblicato nella brochure-invito. *** Emulando e parafrasando Ramon Gomez De La Serna, scrivo che Enzo Rossi-Ròiss è un delicato iconizzatore di seni muliebri non siliconati, comprensivo e riconoscente per le piacevolezze che le sue mani senza età si concedono ogni volta che li accarezzano.
2006 – ROISSEIDE di Piergiuseppe De Matteis (in Cartapesteide) Enzo Rossi-Ròiss è nato primogenito a Novoli distante 10 km da Lecce il 14 settembre 1937 in via San Giuseppe. Fu battezzato con i nomi Vincenzo e Antonio. Il primo nome per desiderio del padre Giuseppe (1908-1983), nato terzogenito a Barletta nel 1908 da Vincenzo Rossi funzionario dell’azienda ferroviaria dell’epoca, morto quarantaseienne a Barletta il 21 febbraio 1915, dopo essere nato a Caserta parente dei Rossi famigliari del giornalista Ernesto Rossi. Il secondo nome per la devozione a Sant’Antonio da Padova della madre Rosaria Pescenata a Monteroni di Lecce (1912-2001). E’ nato, perciò, da genitori entrambi immigrati a Novoli/Lecce, senza parentela residente nello stesso luogo. Il farmacista del paese, Pietro Centonze, è stato il suo padrino e promoter: nel giorno del battesimo regalò ai genitori del futuro scrittore un anello con piccola pietra preziosa incastonata, accompagnato a un biglietto sul quale aveva scritto: “Con l’augurio che vostro figlio diventi un grand’uomo”. Il “vissuto” di Enzo Rossi-Ròiss ha avuto inizio così. Come, poi, abbia continuato a costituirsi e manifestarsi ci è noto soltanto parzialmente documentato dai reperti bio-bibliografici reperibili che commentano e illustrano l’esistenzialità e l’attività intellettuale che lo hanno formato ed evoluto, determinandolo a compiere gesta e ad esprimere opinioni che gli hanno procurato gioie e dolori, ma gli hanno anche fatto scrivere tanti testi destinati a sopravvivergli. Enzo Roissi-Ròiss ha manifestato la propria personalità e si è dato uno stile scrittòrio laico e mordace subito. Prima della sua emigrazione dal territorio salentino, in età minorile per la legislazione del suo tempo. Chi ha pensato e detto, tra i suoi conterranei coetanei, che il trascorrere del tempo e l’avvicendarsi degli eventi esistenziali lo avrebbero addomesticato “strada intellettual facendo”, riconoscano che hanno pensato e detto superficialità. In un suo libro intitolato “Cartapesteide”, è possibile leggere alcune “schede” biografanti, ordinate cronologicamente, che illustrano le gesta e le opinioni di uno scrittore e giornalista radicale con tanto sapere e tanti sapori. Farcite con testimonianze scritte e illustrazioini significative ed emblematiche (anche prestigiose!). A futura memoria della posterità che indagherà (eventualmente) per dire e scrivere più diffusamente della sua caratterialità e dei suoi libri. L’evoluzione del letterato nato aNovoli/Lecce e acculturatosi in altri e diversi territori, italiani e stranieri, risulta, così, rappresentabile delineata soltanto da un segno grafico che significa “crescita”. Da un sommario inventario di tutto ciò che ha già pubblicato in giornali, riviste e libri vari, dopo aver conseguito nel 1959 il bacca laureato del Corso di Giornalismo presso l’Università di Urbino, Enzo Rossi-Ròiss risulta essere il più prolifico e poligrafo scrittore di ogni tempo tra i numerosi Autori nati aNovoli/Lecce. Quasi certamente perché ha trasferito la sua residenza altrove, a cominciare dal 1960, anno del suo primo matrimonio civile con una farmacista marchigiana nel territorio della Repubblica di San Marino, e dell’inizio della sua attività giornalistica a Milano, dopo aver soggiornato a lavorato alcuni mesi a Roma. Non è parente del caricaturista l
2003 – I TANTI VOLTI DI UNO SCRITTORE ENGAGE di Vanina Priccelli (Mythos, novembre-dicembre 2003) Pochi grandi amori fertili, anziché tanti flirts sterili: con le donne, come con l’attività creativa. Proviene dal giornalismo che ha esercitato e continua occasionalmente a esercitare d’istinto, prescindendo dai comunicati-stampa e dalle notizie già note: per dare risposte personali ai famosi “chi-dove-come-quando-perché?”. La giuria del Premio Riccione ha giugicato meritevole dell’encomio una sua commedia in tre atti, “L’albero”, nel 1957, anno del suo arrivo a Bologna (diciannovenne), proveniente da Lecce: con all’attivo anche esperienze canore (baritono col “do” sotto le righe, allievo presso il “Tito Schipa” a Lecce) e recitative (in una cronaca de “Il Resto del Carlino”, aprile 1957, è citato come attore giovane del Teatro Minimo diretto da Renato Lelli a Bologna). I suoi libri più recenti, già acquisiti dagli amatori e persino dalla Biblioteca Universitaria Centrale di Bologna, è possibile procurarseli soltanto via internet cliccando i loro titoli: “MagniFicaMente” e “Carmina Vulvae”. Cliccando il nome del loro autore si può apprendere da Google anche altro sulle performances scrittòrie di un operatore culturale creativo straordinario, polimorfo e multiruolato. Molto di più si può apprendere, ovviamente, incontrandolo a Bologna nel suo studio in Via Senzanome (un toponimo migliore di questo non poteva esistere per la dimora del nostro personaggio!), tra i suoi libri e alcuni dipinti d’autori contemporanei: Piero Manzoni, Lucio Fontana, Joseph Beuys, Jiri Kolar, Leon Gischia, Philip Martin, Asger Jorn, Andrè Lanskoy, qualche surrealista, i poeti visivi più noti. La sua bibliografia edita è costituita da 22 titoli, fuori catalogo e commercializzati dalle librerie antiquarie. A questi possono essere sommati i cinque volumetti (892 pp.complessive) di “Merdre”, antologia periodica del sapere patafisico fondata nel 1987, anno cinquantenario della sua nascita. Numerosi altri titoli li ha già attribuiti a libri inediti, e molti altri li concepirà ad hoc, eventualmente, per libri nei quali ha intenzione di antologizzare, accorpato per tematiche diverse, il meglio di ciò che ha disperso in giornali e riviste a partire dal 1959, anno primo dé “La Tribuna del Salento” edita a Lecce, e della conclusione dei suoi studi come allievo del Corso di Giornalismo presso l’Università di Urbino. Enzo Rossi-Ròiss è un poligrafo e un pamphlettaire di razza, come hanno scritto in tanti, e la sua produzione libraria lo testimonia. In un suo epigramma si può leggere: “So quantovalgo / Di più non spendo / Al cambio sono stabile / Il prezzo per avermi è fisso”. Nel 1974 ha venduto il maggior numero di copie di un suo libro intitolato “Il delitto Murri” (Forni Editore), al quale dette seguito l’anno dopo con “L’innocenza di Tullio Murri” (SvoltaEd.). “Cartapesta & Cartapestai” (Libera Università Europea -Urbisaglia/Macerata 1983) è un testo fondamentale per i cultori della materia. “Solitario nel rifiuto” (Severgnini Ed.Milano1993) è il titolo di una sua importante raccolta poetica con testimonianze di Roberto Roversi, Elio Filippo Accrocca ed Eugenio Miccini, successiva alla raccolta d’esordio “Poemi Doping” (Urbino 1964), riedita nel 1975 con una “epistola sui poeti” introduttiva di Gianni Celati. In “Vis d’arte” (Svolta Ed.1992), con prefazione di Vincenzo Accame, ha pubblicato una raccolta di testi scritti per cataloghi di mostre d’arte. Tutto il necessario per sapere della clamorosa “merda d’artista” e del suo facitore, lo ha pubblicato in “Il bianco-lamerda-Manzoni” (Other Ed. Bologna1979) e in “Dossier Piero Manzoni”(Svolta Ed.1991). Così come ha pubblicato tutti i “segreti” relativi a un affaire, ancora oggi rimasto insoluto, nel libro intitolato “Francis Bacon, disegnatore in Italia” (Iles Célèbes,Geneve 2001).Il Rossi-Ròiss è considerato per tutto ciò, dagli addetti ai lavori della scrittura creativa e dai bibliofili, un “Autore di nicchia”. Quasi certamente perché: “…è un poeta, anche e sempre, anche quando scrive libri che definisce pamphlets per certe affinità con Diderot, Voltaire & C., che pretende glisiano riconosciute”. (Così ha scritto Franco Piro, presentando “La Madonna col pane in mano” (Svolta Ed. 1993), altro libro sulle apparizioni mariane reperibile nella sua nicchia per bibliofili, in compagnia della “Guida pratica per chi va in galera”, con presentazione di Luca Goldoni, edita dal magazine persoli uomini “Io”, in primis e a puntate, diretto da Valerio Miroglio a Torino, su suggerimento di Adriano Spatola, e riedita a Bologna in volume (Svolta Ed.1971). Il nostro personaggio fa razza per conto suo da sempre nel mondo dell’arte e della cultura, nel senso che fa il solista e si esibisce preferibilmente in “assoli”(siano libri, mostre d’arte, periodicid’arte e cultura). Tra l’ altro ha fondato “Nucleo Arte” a Milano nel 1962 (dirigendolo fino al 1990 diversamente fogliato e provvisto di spazio espositivo) e “Svolta” a Urbino nel 1964. Solista “…per non concorrere a produrre forza, unito a singoli che sono deboli singolarmente”, com’è stato scritto. Noi condividiamo tale giudizio, predisponendoci a leggere in anteprima anche i suoi prossimi libri.
2001 – HO FIRMATO IL CONTRATTO DI BERLUSCONI di Michele Smargiassi (laRepubblica, 27 maggio 2001 Bologna) “Egregio onorevole, la prendo in parola, accetto e sottoscrivo”. E con questo, da oggi, il “contratto con gli italiani” firmato unilateralmente da Silvio Berlusconi è legalmente valido. Mancava, ed è arrivata, la controfirma dell’italiano medio. Eccola. Il nome è quello del più medio degli italiani medi: il signor Rossi. “I contratti valgono solo se sono stipulati fra due parti. Berlusconi, in televisione, ha presentato una carta dove compariva solo la sua firma: quello era al massimo un impegno, una dichiarazione d’intenti. Perché fosse un vero contratto gli serviva almeno un contraente. Io mi sono offerto volentieri”, spiega EnzoRossi-Ròiss, 64 anni, critico d’arte e scrittore bolognese. Non è uno scherzo, non è un’ironia. L’idea è nata, racconta il signor Rossi, durante una cena fra amici, politici (molti del Polo) e avvocati. Questi ultimi, per l’appunto, mettevano in dubbio la correttezza della definizione di “contratto” applicata da Berlusconi al suo impegno di legislatura (cioè: non ripresentarsi alle elezioni del 2006 se non avrà mantenuto almeno quattro delle cinque grandi promesse del suo programma): “Non è un contratto se non prevede il consenso esplicito di almeno due contraenti”. “Tutto qui? Eccomi”, ha risposto generosamente il critico d’arte. E la mattina successiva, cioè ieri, si è messo in moto. Poche righe, “oggetto: accettazione contratto pubblico”, spedita seduta stante per raccomandata con regolare ricevuta di ritorno al leader del Polo, presso la Camera dei Deputati, Roma. “Dichiaro di accettare formalmente…Distinti saluti, Vincenzo Rossi”, indirizzo, data e firma. E con questo, giura il signor Rossi, il “contratto” che finora era poco più di un volantino elettorale, diventa “un atto perfettamente valido anche sotto il profilo del codice civile”. Anche se a controfirmare è solo un italiano su sessanta milioni? “Ma certo. Fra cinque anni io potrò rivolgermi a un giudice e preten
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fotoritratto di Fabio Ceccato
con Roberto Crippa a Milano nel 1962
nello studio di Roberto Crippa a Milano, 1962
opera di Carlo Gajani, 1964
opera di Remo Brindisi, 1980
opera di Silvio Crea, 1989
opera di Lolita Timofeeva2000
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E’ destinato a suscitare commenti eterogenei, perchè si propone come ” Lectio Magistralis” sull’arte della cartapesta, ieri-oggi-domani, in o
gni tempo e in ogni luogo: non soltanto a Lecce e nel territorio salentino, a cominciare dall’antico Egitto esemplificato dall’opera che illustra la copertina.
A tutti coloro che lo considereranno libro irrispettoso dei cartapestofori e dei cartapostologi salentini chiamati in causa con nomi e cognomi, l’Autore dichiarerà: “Bando alle chiacchere dei cartapestologi stanziali autoreferenziali! L’arte della cartapesta abbia artefici ed esegeti meno autoreferenziali, e meno pubblicazioni ad usum delphini et istituzioni locali sponsorizzatrici. Qualche studente della Università di Lecce si laurei con una tesi che abbia per argomento l’arte della cartapesta e i cartapestai, realizzata rinunciando ad antologizzare acriticamente il già scritto e pubblicato: una tesi realizzata svolgendo ricerche comparate anche in altri luoghi e altri ambiti (l’associazionismo municipale, la letteratura e la pubblicistica minore occasionata da eventi locali, l’aneddotica relativa a riti e miti strapaesani, la parrocchianità editrice di “Bollettini”, gli inventari notarili dell’oggettistica “ereditata”, etc.). Sia organizzato un convegno o seminario da una Istituzione culturale leccese. Sia documentato ulteriormente ciò che nel mio libro risulta ipotizzato e parzialmente documentato. In modo particolare sia indagato il ruolo avuto da Benedetto Mazzotta, frate dell’Ordine dei Celestini nato a Novoli nella prima metà del 1600, professore della Università di Bologna e autore di un libro intitolato “De triplici philosophia” edito nel 1653 da Battista Ferroni a Bologna, viaggiatore da Lecce a Bologna e viceversa con regalie per conoscenti e confratelli”.
Sono tante le novità e le verità, relative all’arte della cartapesta e ai suoi artefici, in questo libro intitolato “Cartapesteide”: dal novolese Benedetto Mazzotta nato durante il 1600, al novolese Enzo Rossi-Ròiss nato durante il 1900, entrambi attivi come scrittori e operatori culturali a Bologna.














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